Manca poco all’appuntamento più importante dell’anno scolastico. Il 18 giugno oltre 500 mila studenti italiani si siederanno tra i banchi per affrontare la prima prova della Maturità 2026.
Un esame che quest’anno porta con sé diverse novità e segna un ritorno alle origini, a partire dal nome.
Dopo oltre vent’anni, infatti, torna ufficialmente a chiamarsi Esame di Maturità e non più Esame di Stato. Una scelta che mette al centro le conoscenze acquisite durante il percorso scolastico, ma anche la crescita personale e le competenze maturate dagli studenti.
Due prove scritte e meno materie all’orale
Da quest’anno le materie coinvolte saranno soltanto 4: le due discipline delle prove scritte e altre due materie selezionate dal Ministero dell’Istruzione a gennaio.
Addio all’elemento sorpresa: niente più immagini, documenti o materiali scelti dalla commissione da cui partire per costruire collegamenti interdisciplinari.
Il nuovo esame orale inizierà invece con una presentazione personale dello studente. Un momento in cui raccontare il proprio percorso, le competenze sviluppate, le esperienze formative e le attività che hanno contribuito alla propria crescita.
Non sarà importante soltanto dimostrare ciò che si sa, ma anche chi si è diventati durante gli anni della scuola superiore.
Come sarà strutturato il nuovo colloquio
Tra le novità più importanti, il colloquio orale diventa obbligatorio: il rifiuto di sostenerlo comporta la bocciatura, indipendentemente dall’esito delle prove scritte. Si articolerà in 5 momenti principali:
- presentazione del proprio percorso personale e formativo;
- verifica delle competenze nelle 4 materie previste;
- discussione delle esperienze di formazione scuola-lavoro;
- valutazione delle competenze di Educazione civica;
- commento e analisi delle prove scritte sostenute.
Per gli studenti ammessi all’esame con un voto pari a 6 in Comportamento e condotta sarà inoltre prevista una relazione obbligatoria da presentare alla commissione.
La formazione scuola-lavoro (ex PCTO) continuerà ad avere un ruolo importante nel colloquio orale e nella valutazione, riconoscendo così il valore delle esperienze svolte dagli studenti fuori dell’aula.
Un aspetto che come Istituto Universitario abbiamo sempre valorizzato attraverso eventi e iniziative dedicate al riconoscimento delle competenze e dei crediti maturati dagli studenti.
Cambiano anche i punti bonus
Un’altra novità riguarda il punteggio finale. La commissione continuerà ad avere la possibilità di assegnare punti integrativi agli studenti con almeno 90/100, ma il bonus scende da 5 a 3 punti.
Resta invece invariato il sistema di valutazione: il voto finale sarà espresso in centesimi e per ottenere il diploma sarà necessario raggiungere almeno 60 punti su 100.
I risultati delle prove INVALSI continueranno a essere inseriti nel curriculum dello studente, ma non influiranno sul voto finale dell’esame.
Un esame più vicino agli studenti
La Maturità 2026 prova a fare un passo in avanti rispetto al passato. Il nuovo esame punta sempre di più sulla valorizzazione del percorso personale dello studente, a partire dal Curriculum che rappresenta il punto di partenza del colloquio.
Un cambiamento che rende l’esame finale un’occasione per raccontare competenze, talenti e capacità di orientamento dello studente.
